Un pensiero sulle Pussy Riot

Non mi esprimo riguardo la condanna a un anno e mezzo di carcere a due delle tre componenti del gruppo, ma vorrei esprimere il mio pensiero rispetto a ciò che hanno fatto queste ragazze. Io non appartengo a nessuna religione, ma ho rispetto verso chi crede, e non penso sia giusto profanare qualsiasi luogo religioso come hanno fatto loro. In questo hanno torto marcio. Non capisco neanche tutta questa campagna mediatica per difendere un gesto indifendibile, sotto tutti i punti di vista. Se qualcuno entrasse, anche solo in una sede politica, e cominciasse a sbraitare e urlare come la prenderebbero i presenti? Sicuramente male. Come minimo sarebbero insultati. Invece qui no. Madonna e altri artista, politici e giornalisti sono tutti schierati a difenderle, senza nemmeno sforzarsi a riflettere sulla gravità del gesto. Certo, quello era un attacco a Putin, quindi in questi casi è permesso. No, signori miei, non tutto è permesso, ci sono dei limiti alla decenza e chi non crede non ha il diritto di insultare chi crede e viceversa. Quello che hanno fatto è uno sfregio alle persone che credono e la parata in sé non c’entra assolutamente niente con Putin. Conosco i legami che intercorrono tra il potere russo e la chiesa ortodossa, ma quando si profana una chiesa si è sempre in torto. Attaccate Putin, attaccate i sacerdoti corrotti o collusi con la politica, ma lasciate da parte i luoghi di culto. È possibile che non abbia mai letto un articolo del genere? Perché si è così ottusi e si perde di vista l’azione in sé, giustificando ogni cosa pur di andare contro il regime e per seguire la massa politicizzata o solo ignorante? E cosa dire di quelle esaurite, scusate ma non mi sovviene un termine più gentile, delle femministe Femen ucraine, che in pieno agosto hanno tagliato una croce di legno (tra l’altro quella croce ricordava le vittime dell’Holodomor, il genocidio scatenato da Stalin negli anni Trenta: fece dai 2 ai 5 milioni di morti, ma questo le femministe non lo sapevano…) per solidarizzare con le Pussy Riot? Anche qui non si è alzata nessuna voce sdegnata, né su Repubblica, giornale che io spesso leggo su internet, né sul Corriere. Com’è possibile? Cosa è successo al giornalismo e alla società italiana cosiddetta progressista e liberale se non condannano questi atti anti-liberali e violenti che loro tante volte hanno condannato, per esempio per colpire Berlusconi? Loro pretendono rispetto ed empatia perché combattono per la “libertà”, ma nel contempo non sono disposte a concederla ad altri. C’è qualcosa di profondamente marcio in questa società che, ahimè, ha perso qualsiasi punto di riferimento etico e morale, perché altrimenti ci sarebbe stata una condanna unanime contro questi atti vergognosi verso i simboli religiosi (per quanto io non condivida il loro culto). Questo credo che meriti una riflessione.



Categorie:Politica, Società

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