Luisa Viglietti – Cominciò che era finita

Luisa Viglietti , ultima compagna di Carmelo Bene, ricorda in questo libro appena uscito per le Edizioni dell’Asino gli ultimi anni di vita del Maestro, soprattutto nella sua sfera privata e meno conosciuta. Viglietti, costumista, conosce Bene nel 1994 e resterà la sua compagna fino alla sua morte, avvenuta nel 2002. Il libro è un condensato di aneddoti e fatti di vita quotidiana avvenuti tra la casa di Roma e quella di Otranto, dove Bene amava sovente ritirarsi. Non mancano momenti felici, come quelli passati nella casa sul mare di Otranto, dove la coppia si dilettava a cucinare, a studiare e a ricevere ospiti, e momenti drammatici, come quelli che hanno riguardato la salute del Maestro. Bene già nel 1994, quando la coppia si è conosciuta, arrivava da un periodo terribile, fatto di operazioni chirurgiche al cuore, problemi con la moglie, Raffaella Baracchi, da cui si stava separando, con azioni giudiziarie e denunce di maltrattamenti e da un periodo di quasi inattività dalle scene italiane. Dopo il 1994 Bene ha perso alcuni dei suoi più grandi amici e punti di riferimento intellettuali, primi fra tutti Maurizio Grande e Gilles Deleuze. Nonostante le perdite e un pessimismo sempre più presente, il Maestro, con l’aiuto dell’onnipresente compagna Viglietti, ha continuato a lavorare e a portare in scena e in giro per l’Italia, così come in alcuni appuntamenti televisivi, letture di poeti, Leopardi, Campana e Dante, e rappresentazioni di Pinocchio, Macbet, Hamlet Suite e altre opere.

Soprattutto gli ultimi due anni, descritti da Viglietti con trasporto, passione e commozione, sono fatti di ricoveri in ospedale, operazioni, dalla scoperta di un cancro e della presenza di metastasi che avevano intaccato gli organi interni. Purtroppo il cancro, nonostante le operazioni in extremis per ridurre le masse tumorali, nel giro di sei mesi portano Cb alla morte. Le ultime pagine, amare, del libro riguardano invece le questioni legate al testamento redatto da Bene prima di morire e dalla conseguente impugnazione della moglie Baracchi (con cui è vissuto solo sei mesi dopo il loro matrimonio e da cui Bene per una serie di ragioni legali non è riuscito a divorziare) e dalla figlia Salome. Il desiderio di Bene di trasformare la sua casa di Otranto in un museo dedicato alla sua figura, tramite la Fondazione L’Immemoriale, è dunque sfumata con una sentenza di un giudice che ha dato ragione alla moglie (questione che nel libro viene spiegata nel dettaglio). Tra l’altro Bene nel testamento escludeva la moglie Baracchi da qualsiasi avere: il suo nome non viene citato. Le ultime parole del libro la Viglietti le dedica a se stessa e alla sua storia familiare.

È un libro molto bello, ben scritto, appassionante e commovente che sono sicuro farà contenti gli ammiratori dell’indimenticabile e grandissimo Carmelo Bene.

Viglietti, Luisa, Cominciò che era finita, s.l., Edizioni dell’Asino, 2020, pp. 223.



Categorie:Arte, Cinema, Curiosità varie, Filosofia, Libri, Musica, Poesia, Società, Teatro

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