Raffaello Barberini – Relazione di Moscovia

La relazione del viaggio fatto in Russia dal commerciante fiorentino Raffaello Barberini nel 1564 è racchiuso in questo libro. Il libro venne stampato un secolo dopo dai suoi discendenti, che trovarono il manoscritto e decisero di pubblicarlo per onorare l’illustre antenato.

Barberini andò in Russia a seguito di una delegazione di commercianti e vi rimase per circa un anno. In quel lasso di tempo ebbe modo di visitare Mosca, Tula, il fiume Volga, Gran Nogarde (l’attuale Velikij Novgorod), Otver (l’attuale Tver’) e altre località fino a spingersi alla città di Basilovogorode. Nel testo Barberini descrive le città visitate, i commerci più importanti, curiosità del posto, descrizioni dei popoli incontrati, come per esempio i tartari del Caspio e i finnici del Volga, analisi dei rapporti tra la Russia e i suoi vicini più prossimi, come la Polonia e la Svezia e descrizioni della città di Mosca, luogo in cui lui dimorò più a lungo.

Qui scrive:

Nella città di Mosca, per lo gran popolo che vi è, quasi ciascuno va a cavallo al tempo che non son le nevi e i ghiacci, ma com’è passato il mese d’ottobre cominciano li freddi grandi, benché di settembre ho visto ghiacciarsi e nevicare. Perroche subito si serrano tutte le fiumane per grandi e grosse ch’elle sieno e tutte le strade e campagne si riempiono di neve e si gelano si che tanto per le terre a viaggio non si può andare se non con le slede, le quali sono fatte come tregge con sponde di qua e di là e da seder e così si va per tutto, le quali sono tirate da un cavallo in sul quale vi monta un servitore che guida la sleda, ma quando nelle terre, perché le più volte andando poi a camino sono guidati i cavalli dal medesimo che siede nella sleda.

Barberini scrive che quell’anno in cui egli si trovava a Mosca le persone del posto gli dissero che quello fu l’anno più freddo degli ultimi cinquant’anni. Più avanti descrive il cammino che fece per svariati giorni in slitta verso la città di Nerve (dovrebbe essere la città di Narva che si trova nell’odierna Estonia). Queste sono le sue parole:

Io mi trovai a camino quasi tutto l’inverno e arrivai alle Nerve la mattina di Natale e perché bisogna provedersi nelle terre da vivere e poi portare per 6 o 8 giorni vivanda per mangiare e per bere e perciò portavamo dentro alle nostre slede pane e carne cotta e di quelle bevande di birra e metto, cioè bevanda fatta con mele, e acqua di vita ancora. […] Ho trovato molte genti morte e bestiame come buoi e cavalli e alcuni huomini che già erano gelati e erano allo estremo che con coltelli per forza gli aprimmo la bocca e con detta acqua di vita camparono, ancorché per esperienza è seguito in quei paesi più volte che chi gli avesse subito portati al fuoco sarieno morti.

La descrizione va avanti con alberi che scoppiano dal freddo, cavalli a cui si stacca la pelle e la carne per il freddo estremo e lastroni di ghiaccio nel mar Baltico. Insomma, il povero Barberini rimane sconvolto dall’ambiente estremo in cui visse per più di un anno. Nel suo lungo viaggio ebbe anche modo di incontrare lo zar Ivan IV il Terribile al Cremlino di Mosca.

Barberini, Maria Giulia; Fei, Idalberto, Relazione di Moscovia scritta da Raffaello Barberini, Palermo, Sellerio, 1996.



Categorie:Antropologia, Economia, Libri, Politica, Società, Storia

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