Spopolamento interno

Da Nord a Sud il panorama interno non cambia: lo spopolamento avanza a grandi passi e sembra inarrestabile. Case abbandonate s’incontrano in ogni via e persino i centri cittadini subiscono la stessa sorte. Il cartello ricorrente è “Vendesi”, tristemente appeso all’ingresso delle abitazioni abbandonate. È uno spettacolo desolante e di difficile soluzione. La popolazione italiana, così come avviene in tutto l’Occidente, è in lento e inesorabile declino. Da anni importiamo immigrati, clandestini e non, per supplire alla mancanza di nascite e di politiche serie dedicate alla natalità, considerato un argomento tabù per una fetta della popolazione. È stato approvato il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per rilanciare l’economia, per rimodernare l’amministrazione pubblica, per limitare i danni all’ambiente, per sviluppare il turismo, per migliorare la viabilità, per l’inclusione di genere e sociale, ecc., ecc. Servirà a salvare i borghi italiani interni dalla definitiva scomparsa? Dall’abbandono totale, come già è avvenuto per molti borghi già morti da un pezzo? È difficile dirlo adesso, ma di sicuro senza una politica demografica seria, che mi pare che il Piano non sfiori nemmeno lontanamente, non si andrà molto lontano. Servirà oggi o per qualche anno ma senza figli, senza una visione futura a lungo termine, che solo i bambini possono darti, diventerà un fuoco di paglia. Si spegnerà ancora prima di consolidarsi. 



Categorie:Antropologia, Economia, Politica, Società

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