Isola di Pasqua: fu ecocidio?

Due archeologi, Terry Hunt e Carl Lipo, negli ultimi anni hanno studiato l’isola di Rapa Nui e sono arrivati a delle conclusioni diverse rispetto alla teoria di Jared Diamond, esplicitata nel libro Collasso. Partiamo dalla teoria di Diamond. Lui teorizza che l’isola di Rapa Nui avrebbe subito un collasso ambientale a causa degli abitanti polinesiani, arrivati nell’isola attorno al IX secolo d.C. Diamond si basa sul lavoro di John Fleney, studioso di biogeografia. Questo ultimo, tramite il ritrovamento di tracce di polline, asserisce che l’isola fosse un tempo ricoperta di alberi, fra cui milioni di palme giganti. Gli abitanti polinesiani appena arrivati sull’isola cominciarono a tagliare gli alberi, ma essendo il terreno molto povero di minerali si impoverì velocemente. Di conseguenza la foresta non è più ricresciuta. Non potendo più costruire canoe per pescare cominciarono a mangiare gli uccelli; l’erosione del suolo non dava più abbondanti raccolti e infine caddero nella guerra civile e nel cannibalismo. Questa è la teoria apocalittica di Diamond. Insomma fu un ecocidio inconsapevole.

Hunt e Lipo, invece, partendo da lavori di scavo, indicano come data di arrivo dei polinesiani sull’isola il XII secolo d.C., e non il IX secolo d.C. come comunemente si pensa. Quindi, secondo loro, gli abitanti non avrebbero avuto il tempo di denudare completamente l’isola in soli V secoli (basandosi sull’arrivo dei primi coloni europei nel XVII secolo d.C.). Negli scavi trovarono delle noci di cocco con minuscoli solchi, opera sicuramente dei ratti polinesiani. I ratti furono portati dai coloni nelle loro canoe. Probabilmente i polinesiani si cibavano dei piccoli roditori, perché negli scavi sono state trovate abbondanti ossa. I ratti, non avendo predatori naturali, si riprodussero in maniera esponenziale, distruggendo l’intera isola. Quindi mangiando le noci di cocco impedirono la diffusione dei semi. Questi alberi a crescita lenta non si ripresero più e la foresta scomparve. E sempre i ratti mangiarono le uova  e i pulcini di uccelli. Ecco svelato l’arcano. Gli abitanti, proseguono gli archeologi, fecero di tutto per proteggere le loro coltivazioni dai forti venti presenti sull’isola: costruirono barriere frangivento e cosparsero di roccia vulcanica i campi, per tenerli umidi e più adatti alla coltivazione. Tutto ribaltato. Nessun ecodicio e nessun crollo della civiltà rapanui. Le guerre e il cannibalismo più sopra descritte, tutte leggende.

E’ inutile dire che da queste tesi sono nate delle forti dispute in seno agli studiosi. Chi avrà ragione? Non saprei, ma quest’ultima tesi mi pare molto interessante. Vedremo gli sviluppi.

National Geographic, Luglio 2012.



Categorie:Ambiente, Storia

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