Raffaele Nigro, Giuseppe Lupo – Civiltà Appennino

Il libro scritto da Raffaele Nigro e Giuseppe Lupo ha uno sguardo antropologico, letterario e geografico sull’Appennino. I due studiosi sono entrambi lucani e mentre Nigro si concentra maggiormente sull’aspetto etnografico e agricolo dell’Appennino, con una particolare attenzione alla Basilicata e Calabria, Lupo, invece, apre squarci di luce sulla geografia e sulla letteratura che hanno contraddistinto questa catena montuosa. Leggendo il libro si scopre, per esempio, che il fenomeno del brigantaggio (o banditismo), storicamente, non ha riguardato solo il Sud, come la storiografia ufficiale continua a ripetere, ma ha toccato anche il Nord, nel caso specifico il Piemonte, durante l’occupazione napoleonica. Si scopre che esistono ancora delle comunità di lingua albanese nel massiccio del Pollino, tra la Basilicata e la Calabria. Queste comunità sono immigrate in Italia tra il XV e il XVI secolo, in fuga dai turchi, e hanno conservato a tutt’oggi la cultura arbëreschë, cioè albanese. Ci sono piccole comunità albanesi, oltre alle regioni già citate più sopra, in Sicilia, Puglia, Abruzzo, Lazio, Molise e in passato addirittura in Emilia Romagna, nel paese Pievetta Bosco Tosca, in provincia di Piacenza (ma cultura ed etnia oggi del tutto scomparse, ne rimane memoria solo negli archivi). E, addirittura, in alcuni borghi del foggiano si parla ancora il franco-provenzale, come nei paesi di Celle di San Vito e Faeto. Purtroppo, devo constatare, il libro dedica solo pochi righi alla comunità franco-provenzale. FC805270-EB02-49BC-B2E1-4C79C215B9DB_1_201_a

L’Appennino è un punto di incontro tra l’Ovest e l’Est, tra il Nord e il Sud, tra dialetti diversi, tra colture agricole millenarie, in cui gli scambi continui di merci e persone non si sono mai fermati. Ma è anche un luogo di fuga, dai nemici arabi e turchi del passato, dal consumismo e dall’inquinamento del presente e forse dalla crisi economica e ambientale del futuro. È una terra inquieta, come scrive Lupo, che attraversa tutta l’Italia da Nord a Sud e taglia in due la penisola tra Ovest ed Est. Non mancano nel libro le citazioni dei narratori dell’Appennino, come Gianni Celati, Sebastiano Vassalli e Franco Cassano. Mi fermo qui. È un piccolo ma grande libro.

 

Nigro, Raffaele, Lupo, Giuseppe, Civiltà Appennino. L’Italia in verticale tra identità e rappresentazioni, Roma, Donzelli Editore, 2020, pp. 140. 



Categorie:Antropologia, Curiosità varie, Natura, Poesia, Politica, Società, Storia, Uncategorized

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