Armando Petrini – Carmelo Bene

È uscito un libro scritto dal professore Armando Petrini, per Carocci editore, che ripercorre in maniera sintetica ma esaustiva le tappe più importanti della carriera teatrale di Carmelo Bene. Dagli esordi del Caligola nella Roma dei primi anni Sessanta, al Pinocchio più e più volte messo in scena durante tutta la sua carriera, agli Amleto, a Majakovskij, fino a dare uno sguardo all’esperienza cinematografica e televisiva di Bene. Nel testo vengono riprese le testimonianze dirette degli intellettuali, soprattutto italiani, che scrissero sul teatro di Bene: Alberto Arbasino, Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano, Gilles Deleuze, Jean-Paul Manganaro, Maurizio Grande e tanti altri. Si spiega nei dettagli in cosa è consistito e come si è sviluppato nel corso degli anni il lavoro rivoluzionario di CB (come spesso soleva chiamarsi con un certo distacco e autoironia). Un lavoro forsennato, senza pause, in cui il lavoro di Bene, coadiuvato per tutti gli anni Sessanta e Settanta dall’apporto importante della compagna-attrice Lydia Marcinelli, è andato avanti facendo a pezzi e riformulando a propria discrezione, staccandosi dai testi, le maggiori opere teatrali, non per ultimo, come ho già riferito, l’Amleto e il Pinocchio.

Il professor Petrini ripercorre nel libro anche il Bene scrittore e poi regista, con il primo testo pubblicato nel 1964 de Nostra Signora dei Turchi, poi diventano un’opera teatrale e infine un film, il primo di Bene regista, nel 1968. Nel 1974, ma sarà trasmesso da Rai 2 solo nel 1977, CB propone alla Rai Bene! Quattro diversi modi di morire in versi, in cui riprende i lavori teatrali incentrati sulla poesia di Vladimir Majakovskij, con aggiunte di poesie di altri poeti russi, come Aleksandr Blok, Sergej Esenin e Boris Pasternak. Dopo la fine degli anni Settanta, Carmelo Bene sviluppa il concetto di macchina attoriale, che

diventa lo strumento per mostrare sul palcoscenico l’artefice inchiodato alla propria impotenza, ridotto a ingranaggio per quel tanto che “non si può sfuggire alla macchina, come Bene in questi anni ripete spesso citando Deleuze, “fuori dal linguaggio” e “fuori dalla forma”, in una sorta di superamento definitivo dall’arte.

Bene, scomparso nel 2002 all’età di 64 anni, fu attore, regista, fonico, scrittore, poeta, in cui pose, soprattutto dagli anni Settanta in poi, la massima attenzione al suono e alle nuove possibilità tecnologiche che gli si presentarono.

Questo libro, di certo, non può sfuggire a tutti coloro che hanno amato e amano il lavoro e il personaggio di Carmelo Bene.

Petrini, Armando, Carmelo Bene, Roma, Carocci editore, 2021, pp. 127.



Categorie:Arte, Curiosità varie, Libri, Musica, Poesia, Società, Teatro

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